Macchiato, al vetro e in tazza grande. Perché l’espresso a colazione non ci basta più

C’era una volta un mondo in un cui si entrava al bar per bere semplicemente un caffè. Bastava appoggiarsi al bancone, dire “un espresso” e rilassarsi a fare due chiacchiere con il barista. Oggi invece il concetto di espresso ci sembra riduttivo, sono cambiati i nostri gusti e siamo diventati più esigenti (e siamo spesso di corsa). Forse si tratta solo di mode che arrivano da oltreoceano. Grandi catene come Starbucks, ad esempio, offrono ai clienti innumerevoli scelte e combinazioni di caffè e cappuccino da asporto. Forse invece siamo diventati tutti più creativi…

Certo è che un caffè fatto a regola d’arte in realtà non ha bisogno di molte sofisticherie. Il suo gusto e l’aroma che sprigiona sono deliziosi anche se la tazza in cui viene servito non è assolutamente perfetta. Ma i tempi cambiano e anche le abitudini.

Gli infiniti modi di bere un caffè

Da qualche anno a questa parte trascorrere del tempo in un bar è quasi un esperimento sociologico. Ogni cliente che entra ha le sue preferenze e le idee ben chiare su come vuole gustare la sua tazzina di caffè e un semplice espresso nella maggior parte dei casi non basta più. Anzi chi lo chiede sembra quasi strano. C’è chi lo vuole macchiato: con una goccia di latte caldo o freddo che viene aggiunta al caffè così com’è per creare una sorta di mini cappuccino. C’è chi lo ordina schiumato, cioè simile a quello macchiato ma con l’aggiunta al posto del latte della schiuma del latte montato a vapore. Non manca poi chi vuole il marocchino, ossia un caffè schiumato con l’aggiunta di polvere di cacao, o un caffè corretto, cioè un espresso a cui si aggiunge un goccia in genere di sambuca o grappa. Ci sono poi il caffè decaffeinato, lungo, ristretto, doppio o anche il caffè d’orzo che però in realtà del caffè ha molto poco. Non scordiamoci poi di chi sente molta differenza tra bere il caffè nella tazzina di ceramica, in tazza grande o in tazza piccola o in un bicchierino di vetro.

Vetro o ceramica: una questione di scelte

La colazione al bar la mattina sembra quindi già un momento di ‘grandi scelte’. Le infinite varianti sono soprattutto una questione di gusti e preferenze personali che dipendono anche dalla zona d’Italia in cui si vive. Tra il caffè nella tazzina di ceramica e il caffè in vetro ci sono comunque delle effettive differenze pratiche. Il bicchierino conico in vetro secondo gli esperti sarebbe in grado di preservare per più tempo il gusto e l’aroma del caffè e la compattezza della crema. Inoltre ha un effetto estetico perché permette di ammirarne il colore scuro e la superficie calda e dorata tendente al nocciola, con un piacere che parte già a livello visivo. Il caffè in vetro si fredda anche più velocemente (cosa che è un pregio e un difetto a seconda dei punti di vista) mentre quello in ceramica mantiene più a lungo la temperatura, per cui può essere sorseggiato per più tempo. I veri puristi del caffè scelgono solo tazzina in ceramica e non ammettono variazioni alla tradizione.

Non possiamo dire in assoluto se sia meglio il caffè in vetro o quello in tazza, quello macchiato o il marocchino. Fondamentali, per bere un caffè che dia soddisfazione e faccia iniziare al meglio la giornata, restano la qualità e la bontà della miscela. Ognuno poi ha le sue preferenze di gusto che non fanno male a nessuno ma mettono sicuramente a dura prova la velocità e la pazienza dei baristi la mattina a colazione!

Detto questo, se hai bisogno di un buon caffè e sei dalle parti di via del Corso a Roma, la caffetteria di ‘Gusto al 28 è sicuramente un approdo che merita la sosta. Ti aspettiamo!