{"id":1994,"date":"2016-07-21T09:30:44","date_gmt":"2016-07-21T07:30:44","guid":{"rendered":"https:\/\/gusto.it\/?p=1994"},"modified":"2017-10-17T12:29:31","modified_gmt":"2017-10-17T10:29:31","slug":"aeoluss-banquet-in-the-odyssey","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gusto.it\/en\/il-banchetto-di-eolo-nella-odissea\/","title":{"rendered":"A table of various delicate bees. The infinite banquet of the god of winds"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;ingegno umano si \u00e8 particolarmente applicato, sin dagli albori dei tempi, a tutto ci\u00f2 che riguarda il mondo dell&#8217;alimentazione. E proprio a questo lavor\u00eco dell&#8217;ingegno sulle &#8216;questioni gastronomiche&#8217; oggi rendiamo omaggio raccontando di uno dei frutti in assoluto meno pratici di tale lavor\u00eco, ma sicuramente tra i pi\u00f9 belli.<\/p>\n<p>Scriviamo di una rapida immagine, un delicato bozzetto poetico, presente nel X libro dell&#8217;Odissea. <strong>\u00c8 la descrizione di un banchetto in cui si imbatte Ulisse<\/strong>, protagonista dell&#8217;opera, nel suo lungo viaggio di ritorno verso la propria patria, Itaca, dopo la battaglia vinta dai greci contro la citt\u00e0 di Troia.<br \/>\nNon un banchetto qualsiasi, un banchetto divino.<\/p>\n<p>Dobbiamo, se vogliamo seguire il poeta Omero (tradizionalmente considerato l&#8217;autore dell&#8217;Odissea [<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Questione_omerica\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Questione_omerica<\/a>]), provare ad immaginare il grande navigatore Ulisse ed il suo equipaggio nuovamente in mare alla ricerca della giusta rotta verso casa dopo aver corso un rischio non da poco, esser sbranati dal ciclope Polifemo, mostruoso gigante con un solo occhio.<br \/>\nDopo aver schivato l&#8217;ira ciclopica, Ulisse approda in un&#8217;isola di gran lunga pi\u00f9 accogliente rispetto alla precedente. \u00c8 l&#8217;isola del dio Eolo.<\/p>\n<p>Ulisse e i suoi si approssimano al palazzo. <strong>Il dio appare agli affaticati navigatori seduto a tavola, assieme alla moglie e ai figli<\/strong>, ben dodici, sei maschi e sei femmine.<\/p>\n<p>Ecco i versi che raccontano del banchetto, tradotti a beneficio di tutti da Ippolito Pindemonte nel diciannovesimo secolo:<\/p>\n<blockquote><p>Costoro [i figli, n.d.r.] ciascun d\u00ec siedon tra il padre<br \/>\nCaro, e l\u2019augusta madre, ad una mensa<br \/>\nDi varie carca dilicate dapi.<br \/>\nTutto il palagio, finch\u00e8 il giorno splende,<br \/>\nSpira fragranze, e d\u2019armonie risuona.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Dapi<\/em> \u00e8 plurale di <em>dape<\/em>, forma poetica per cibo o vivanda. Eolo e famiglia dunque ogni giorno fino a sera banchettano ad una mensa ricca di variegate e delicate vivande.<\/p>\n<p>Non ci soffermiamo sulla bellezza dei versi ma sulle caratteristiche del banchetto e, prima fra tutte, sull&#8217;insolita durata. Il banchetto \u00e8 infatti praticamente infinito, si interrompe solo a sera e ricomincia il giorno successivo.<br \/>\nBen si comprende che esso debba essere assai speciale per non annoiare i commensali. Ed <strong>il poeta in pochi versi non manca di sottolinearne la superba qualit\u00e0<\/strong>. Fragranze e armonie si spandono costantemente per tutto il palazzo che immaginiamo, datone il proprietario, pi\u00f9 che regale.<\/p>\n<p>Potremmo dire che <strong>Omero ci insegna in poche righe come preparare un pasto davvero speciale<\/strong>. Gli ingredienti sono semplici, quantomeno a dirsi: <strong>cucina prelibata, portate variegate, <em>location<\/em> d&#8217;eccezione, aromi invitanti<\/strong>, una generale <strong>atmosfera di eleganza<\/strong> ma anche<strong> &#8216;di famiglia&#8217;<\/strong>.<br \/>\nQuesta breve scena pu\u00f2 essere considerata una sorta di buon auspicio per tutti i ristoratori.<\/p>\n<p>Eolo, insomma, \u00e8 un padrone di casa d&#8217;eccezione. Racconta infatti il poeta che il dio dei venti accolse con grande magnanimit\u00e0 il proprio ospite:<\/p>\n<blockquote><p>Questo il paese fu, questo il superbo<br \/>\nTetto, in cui me per un intero mese<br \/>\nCo\u2019 modi pi\u00f9 gentili Eolo trattava.<\/p><\/blockquote>\n<p>Per di pi\u00f9, <strong>Eolo regala ad Ulisse anche un otre contenente i vari venti<\/strong>, sufficienti a riportare in patria l&#8217;eroe omerico e tutto l&#8217;equipaggio. Un dono prezioso che, questo s\u00ec, proprio non possiamo chiedere ai <a href=\"https:\/\/gusto.it\/concept\/ristorante\/\">moderni ristoratori<\/a>.<\/p>\n<p>Tutto sembrerebbe volgere per il meglio se non che \u2013 sciagurato \u2013 Ulisse una volta partito viene colto da un sonno profondo che gli fa trascurare il proprio compito di custode del prezioso dono. Anche un regalo di tal fatta pu\u00f2 essere rovinato da mani incaute. I marinai infatti, credendo che l&#8217;otre contenesse oro e argento, aprono senza cura e anzitempo il regalo.<\/p>\n<p>Proviamo ad immaginare la scena burrascosa: <strong>i venti si scatenano tutti assieme, facendo infuriare il mare e spingendo l&#8217;imbarcazione per rotte casuali<\/strong> proprio quando la tanto desiderata Itaca era ormai vicina.<br \/>\nLa nave di Ulisse sferzata dal vento approda nuovamente nell&#8217;isola di Eolo da cui era da poco salpata. Ulisse si fa coraggio e nuovamente si presenta al cospetto del dio. Trova Eolo ancora impegnato, naturalmente, a banchettare:<\/p>\n<blockquote><p>M\u2019inviai d\u2019Eolo alla magion superba;<br \/>\nE tra la dolce sposa, e i figli cari<br \/>\nBanchettante il trovai.<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma questa volta il dio, arrabbiato dal cattivo uso che Ulisse ha fatto del proprio dono, \u00e8 meno cortese e, con gran disagio per Ulisse ma gran vantaggio per la trama, scaccia dalla propria isola i viaggiatori, in questa occasione pi\u00f9 stolti che sfortunati.<\/p>\n<p>Approderanno prima nella citt\u00e0 dei Lestrigoni, da cui torneranno in pochi, e poi dalla maga Circe, che ben peggiore banchetto apparecchier\u00e0 ai nostri prodi.<\/p>\n<p>Ma questa \u00e8 un&#8217;altra storia&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ingegno umano si \u00e8 particolarmente applicato, sin dagli albori dei tempi, a tutto ci\u00f2 che riguarda il mondo dell&#8217;alimentazione. 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Il segreto di un banchetto che non annoia: la variet\u00e0 di sapori e profumi che non stancano l'appetito.","_seopress_robots_index":"","footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-1994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1994\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1997"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/gusto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}