Franciacorta: caratteristiche organolettiche e differenza con lo champagne

vigneti franciacorta visti dall'alto

Spesso si fa un po’ di confusione tra champagne e Franciacorta, senza sapere davvero cosa identifichino questi due termini. Anzitutto, per schiarirvi le idee, diciamo che entrambi fanno riferimento a zone di produzione vinicola: con la denominazione Franciacorta si identifica un’area della Lombardia, nei dintorni di Brescia, mentre con quella di Champagne ci si rivolge ad una zona della Francia, situata ad est di Parigi. Da qui provengono alcune delle migliori bollicine che ci siano in commercio sul mercato, nonostante le due zone abbiano vitigni che si distinguono per caratteristiche piuttosto diverse tra loro. Scopriamo allora quali sono le caratteristiche tra queste due importanti zone di produzione vinicola.

Franciacorta, caratteristiche organolettiche (e non solo)

Al di là di una specifica area geografica, il termine Franciacorta è utilizzato per indicare il primo vino italiano prodotto con il metodo classico – ossia con la rifermentazione in bottiglia – ad aver ottenuto la “Denominazine di Origine Controllata e Garantita” (DOCG). Parliamo di un prodotto unico nel suo genere, tant’è che ogni bottiglia ha il potere di essere diversa dall’altra.

Nei dintorni di Brescia, infatti, questo vino – che alcuni preferiscono chiamare anche “spumante” – viene prodotto  con uve provenienti da nobili vitigni di Chardonnay, a cui vengono aggiunte uve di Pinot bianco o Pinot nero (vinificato in bianco, parzialmente o totalmente). In alcuni casi, addirittura, si aggiungono piccole dosi di uve di Erbamat, un vitigno a bacca bianca ancora poco conosciuto, che si distingue per una acidità spiccata, che contribuisce a dare al vino una giusta nota di freschezza, senza alternarne le proprietà organolettiche. Dal mix di queste uve nascono diverse tipologie di Franciacorta, ognuna delle quali presenta caratteristiche proprie e distintive:

  • Franciacorta, caratterizzato da un color giallo paglierino con riflessi dorati, perlage fine e resistente. Quanto all’aroma, si distinguono sentori di crosta di pane e di lievito, a cui si mescolano note di agrumi e di frutta secca. Il gusto è fresco, fine e ben equilibrato
  • Franciacorta Satèn, dal color giallo paglierino intenso, con sfumature di colore verde. Inconfondibile l’aroma di frutta matura, accompagnato da note di fiori bianchi e di frutta secca come la mandorla e la nocciola. Al palato, questo vino risulta più morbido, per via di un’accurata selezione delle uve con cui viene prodotto e di una minore pressione in bottiglia (al di sotto delle 5 atmosfere)
  • Franciacorta Rosè, prodotto con uve di Pinot nero, che gli conferiscono un vigore unico, che si lega alla perfezione alla caratteristiche delle uve degli altri vitigni. Ne deriva quindi un colore rosato, più o meno intenso, ed un gusto fresco e ben equilibrato.

Queste diverse tipologie di Franciacorta si distinguono anche per i differenti dosaggi di liqueur aggiunti dopo la sboccatura:

  • Non Dosato, il più secco in assoluto tra tutti i Franciacorta.
  • Extra Brut, molto secco.
  • Brut, secco ma decisamente più morbido dell’Extra Brut.
  • Extra Dry, morbido e indicato da abbinare ad una grande varietà di cibi
  • Dry, meno secco e leggermente abboccato.
  • Demi-Sec, abboccato per via del dosaggio zuccherino elevato. Si abbina bene soprattutto ai dolci.

Per soddisfare le esigenze dei clienti, Gusto propone Franciacorta di ogni tipologia: dal pregiato Cuvèé 2006 della cantina Ca’ del Bosco (considerata una delle dieci migliori in Italia) ai più tradizionali Brut di Contadi Castaldi e  Monogram Satèn. Qui la carta dei vini.

Champagne, caratteristiche organolettiche (e non solo)

Come anticipato, la Champagne è una zona della Francia in cui si produce uno dei vini più noti al mondo. Si tratta, in realtà, di una regione piuttosto ampia, all’interno della quale è possibile distinguere cinque diverse aree di produzione: Montagne de Reims, Côte des Blancs, Vallée de la Marne, Côte de Sézanne e Aube. L’intero territorio della Champagne è occupato da vitigni di ChardonnayPinot NeroPinot Meunier, le cui uve sono utilizzate per produrre “vini” di diversa tipologia e carattere. In particolare, si distinguono tre diverse tipologie di champagne proprio a seconda dell’area da cui provengono le uve, classificate in base al loro valore commerciale e alla distanza dal cuore della regione: Grand Cru, Premier Cru e Cru.

In ogni caso, gli Champagne più generici sono prodotti tutti da un mix delle tre uve di cui sopra. È comunque possibile fare una piccola distinzione di alcune tipologie di base:

  • Blanc de Blanc, prodotto con Chardonnay in purezza.
  • Blanc de Noirs, prodotto esclusivamente con uve a bacca rossa – Pinot Nero e Pinto Meunier -, singolarmente o in combinazione tra loro.
  • Rosè, prodotto con una piccola parte di vino rosso nella cuvée, oppure ancora ottenuto con la tecnica di estrazione del colore detta Saignèe (sanguinamento).

Al pari del Franciacorta, lo Champagne si distingue in diverse tipologie sulla base dei dosaggi aggiunti dopo la sboccatura. È possibile quindi distinguere:

  • Pas Dosè, per cui la bottiglia viene ricolmata con lo stesso vino al termine della sboccatura
  • Extra Brut, in cui la bottiglia viene ricolmata con un vino qualsiasi fino ad un massimo di 6 g/l di zucchero
  • Brut
  • Extra Dry
  • Sec
  • Demi- Sec
  • Doux

La versione più nota è quella del Brut, proposta da Gusto in diverse varianti. Tra le etichette della carta dei vini possiamo citare lo Champagne Brut Cuvèe De Reserve di Gallimard, o lo Champagne Brut Reserve di Billecart Salmon.

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