Cheesecake. Curiosità sul dolce al formaggio

La storia della cheesecake

Cheesecake: una storia davvero antica per uno dei dolci più apprezzati che deve il suo capostipite al dolce servito ai partecipanti ai giochi olimpici dell’antica Grecia nell’isola di Delos. Formaggio di pecora e miele tra due dischi di pasta, aromatizzato con alloro: un vero concentrato di energia per rafforzare le prestazioni degli atleti.

Presente anche nell’antica Roma, le prime forme di torte ripiene al formaggio vengono riportate già da Catone nel II secolo a.C. con il nome di “placentae”.

Una preparazione che, nel tempo, trova il suo più largo favore in Gran Bretagna e che, in uno stile molto simile, viene proposto anche in Australia, mentre negli altri paesi ha preso caratteristiche diverse per ogni luogo, utilizzando formaggi diversi (ad esempio il Quark in Polonia e Germania) e con versioni diverse, sia cotte che senza cottura.

In Italia molti i dolci a base di formaggio fin dai tempi più antichi; le preparazioni che più si avvicinano alla cheesecake (o al cheesecake: difficile dire si tratti di un nome di genere femminile o maschile) sono quelle con mascarpone o ricotta, quali la pastiera napoletana, la torta alla robiola e la cassata siciliana.

Un dolce che, data la sua diffusione in ogni parte del mondo, è stato addirittura preso come torta simbolo dagli esperantisti.

La ricetta della cheesecake

Fare una buona cheesecake è possibile.

Una ricetta non particolarmente difficile, ma per la quale sono necessari ingredienti freschissimi e di ottima qualità, molta cura e nella cui preparazione, chi è appassionato di pasticceria, si cimenterà almeno una volta nella vita.

Cotta, se in stile newyorkese, oppure, in tipico stile anglosassone, senza cottura.

Ingredienti simili per le tue versioni (una base di biscotti secchi tipo Digestive o i tipici Grahams Crackers americani e una crema di formaggio cremoso) ma senza uova e con l’aggiunta di gelatina alimentare o colla di pesce in quella senza cottura.

Una preparazione per la quale sono necessari circa venticinque minuti, più un’attenta cottura di circa un’ora (perfetti gli stampi a cerniera, meglio se rivestiti di carta da forno) e riposo in frigorifero (molto più lungo nel caso della versione cruda).

Il consiglio, per ottenere fette perfette è quello di utilizzare il coltello dopo averne bagnato la lama.

Possibile inoltre adattare la nostra cheesecake anche a una versione vegana, utilizzando tofu, panna di soia, maizena e zucchero di canna. Per chi ha problemi di celiachia, si possono utilizzare biscotti senza glutine, oppure, per gli intolleranti al lattosio, sostituire i latticini con altri indicati senza lattosio.

New York cheesecake

Varie le proposte di cheesecake, con aggiunte di frutta fresca, candita o secca, oppure arricchita con cioccolato, caramello, gelatine e creme variamente aromatizzate.

Tra queste, la versione più conosciuta, quella che ci arriva dagli Stati Uniti, dove la cheesecake è diventata un dolce tipico tradizionale fin dal momento in cui ha fatto la sua apparizione nell’Ottocento e dove in molti luoghi viene preparata con il Philadelphia, la crema fresca di formaggio che prende il nome dalla città in cui il lattaio americano James L. Kraft, nel 1872, l’ha ideata.

Una cheesecake tradizionalmente cotta, quella di stile newyorkese, per la quale si utilizzano tortiere alte 13-15 cm e dove crema di latte, uova e tuorli rendono la torta particolarmente liscia. Versioni con ricotta e limone, oppure l’aggiunta di cioccolato e fragole o frutti di bosco nella crema.

Dolce, e morbida, resa leggermente acidula dalla crème fraîche usata in copertura.

Una vera delizia che noi di ‘Gusto abbiamo inserito nel nostro menu con una speciale guarnitura di pere e zenzero, per offrire alla clientela uno degli abbinamenti più raffinati e delicati con cui chiudere in bellezza il proprio pasto.